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John Wooden: Andare Oltre il Punteggio

john wooden

John Wooden. Per i pochissimi che forse non l’hanno mai sentito nominare, non era solo un allenatore: era un artigiano del carattere umano, che trasformò UCLA in una sinfonia di disciplina e passione, vincendo 10 titoli NCAA in 12 anni. 

Nato a Hall, un umile località dell’Indiana rurale, della sua anima gentile ma allo stesso tempo ambiziosa ci ha lasciato due cose: 

  • l’insegnamento della pace interiore come vera vittoria.
  • la Piramide del Successo.

Ma per rendere l’idea della mole del suo successo, dobbiamo ripercorrere brevemente la sua carriera, stellare a dir poco.

Wooden trionfò come giocatore a Purdue nel 1932, ma fu alla UCLA dal 1948 al 1975 che forgiò la leggenda: 7 titoli consecutivi (1967-1973), 4 stagioni perfette e una striscia di 88 vittorie consecutive (record assoluto NCAA), interrotta solo nel 1974 da Notre Dame. Quei Bruins, con Walton e Jabbar, si alimentavano di certo a pane e trofei, ma si sa, la classe non è acqua. Coach Wooden puntava ai trofei ma odiava la fretta, la superficialità. Il carattere contava troppo per lui.

La Piramide del Successo

Nel 1948, Wooden disegnò la sua Piramide: alla base impegno ed entusiasmo, al centro lealtà e spirito di squadra, e in cima competitività e carattere. Manuale di istruzioni per vincere partite, ma soprattutto per costruire l’atleta, l’essere umano a tutto tondo. 

Lavorare sulla persona tanto quanto, se non addirittura di più, che sull’atleta in senso stretto.  

Un’eredità epocale 

Oltre al primato inarrivabile di 620-147 alla UCLA (808% di successo), con ben 98 vittorie casalinghe filate al Pauley Pavilion, Wooden detiene la serie di 88 partite imbattuto dalla stagione ‘71-72 a quell ‘74-‘75. Oggi, il campus UCLA onora questo gigante con il John Wooden Center, un colosso da 13.800 posti multi funzione, ribattezzato col suo nome. È inoltre solennemente soprannominata “The House that Wooden Built” (La casa che ha costruito Wooden), emulando il celebre pseudonimo dello Yankee Stadium di New York “The House that Ruth Built” (in onore della loro stella più grande). 

Ancora oggi la sua figura ci insegna che il basket, come la vita, premia chi suda, ma con integrità. Una morale che sfida la superficialità e celebra la totalità, non solo il punteggio. Qualcosa in cui, come NBC Camps Italia, crediamo a pieno, con passione ed impegno lungo tutto il percorso. Senza scorciatoie.